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Pompe a Trascinamento Magnetico

Pompe a Trascinamento Magnetico

Funzionamento, Vantaggi e Applicazioni Industriali

Pompe a Trascinamento Magnetico: Come Funzionano e Quando Sceglierle

Ogni tenuta meccanica, per quanto ben progettata, è un compromesso: un punto di contatto tra una parte rotante e una parte fissa che prima o poi cederà. In un impianto che gestisce acido fluoridrico, solventi clorurati o fluidi tossici, quel “prima o poi” non è accettabile.

Le pompe a trascinamento magnetico eliminano il problema alla radice. Non esiste tenuta meccanica, non esiste punto di contatto, non esiste possibilità di perdita. Il moto viene trasmesso alla girante attraverso un campo magnetico che attraversa una parete stagna, mantenendo il fluido completamente isolato dall’esterno.

Questa guida tecnica spiega il principio di funzionamento delle pompe magnetiche, analizza vantaggi e limiti reali di questa tecnologia e aiuta a identificare le applicazioni dove il trascinamento magnetico rappresenta la scelta più sicura e conveniente.

Pompa a trascinamento magnetico serie HTM in PVDF - Nuova Darimpianti

Il principio di funzionamento: come si trasmette il moto senza contatto

Schema funzionamento pompa a trascinamento magnetico con magnete esterno, bicchiere di contenimento e magnete interno

Il cuore di una pompa a trascinamento magnetico è il sistema di accoppiamento che sostituisce la tradizionale tenuta meccanica sull’albero. Il meccanismo è elegante nella sua semplicità.

I tre componenti chiave

Il sistema è composto da tre elementi principali. Il magnete esterno (o trascinatore) è collegato all’albero del motore elettrico e ruota all’esterno del corpo pompa. Il magnete interno (o trascinato) è solidale con la girante ed è immerso nel fluido pompato. Tra i due si trova il bicchiere di contenimento (containment shell), una barriera stagna in materiale non magnetico che separa fisicamente la parte motrice dalla parte idraulica.

Come avviene la trasmissione

Quando il motore elettrico mette in rotazione il magnete esterno, il campo magnetico attraversa la parete del bicchiere di contenimento e mette in rotazione il magnete interno, che a sua volta trascina la girante. Non c’è alcun contatto fisico tra la parte asciutta (motore) e la parte bagnata (fluido). L’unica barriera tra il fluido e l’ambiente esterno è il bicchiere di contenimento, un componente completamente statico e quindi privo di usura meccanica.

Questo principio garantisce una tenuta ermetica assoluta per tutta la vita della pompa, senza necessità di regolazioni, sostituzioni periodiche o lubrificazione esterna.

Il ruolo del bicchiere di contenimento

Il bicchiere di contenimento è il componente più critico dal punto di vista progettuale. Deve essere realizzato in un materiale che soddisfi contemporaneamente tre requisiti: trasparenza magnetica (non deve attenuare il campo), resistenza chimica al fluido pompato e resistenza meccanica alla pressione interna.

Nelle pompe metalliche il bicchiere è tipicamente in Hastelloy o acciaio inox austenitico, ma questi materiali generano correnti parassite (eddy currents) che riducono l’efficienza e surriscaldano il fluido. Nelle pompe in materiale termoplastico come la serie HTM di Nuova Darimpianti, il bicchiere è in plastica tecnica, che non genera correnti parassite e offre un’eccellente resistenza chimica. Il risultato è un rendimento magnetico superiore e nessun riscaldamento indotto nel fluido.

Vantaggi concreti rispetto alle pompe con tenuta meccanica

La scelta di una pompa magnetica non si riduce alla sola eliminazione della tenuta meccanica. I vantaggi si estendono alla sicurezza dell’impianto, ai costi operativi e alla qualità del processo.

Zero emissioni fuggitive

Le normative europee e italiane sulla sicurezza impiantistica (Direttiva ATEX, D.Lgs. 81/2008, normativa Seveso) impongono limiti sempre più stringenti sulle emissioni fuggitive. Ogni tenuta meccanica è una potenziale fonte di emissione. Le pompe magnetiche, non avendo alcun punto di passaggio dell’albero attraverso il corpo pompa, garantiscono il rispetto delle normative più restrittive senza bisogno di sistemi di monitoraggio aggiuntivi.

In ambienti classificati ATEX (zone con presenza di atmosfere esplosive), l’assenza di qualsiasi punto di perdita riduce drasticamente il rischio di innesco e semplifica la valutazione del rischio.

Riduzione dei costi di manutenzione

La tenuta meccanica è il componente che richiede più manutenzione in una pompa centrifuga. La sua sostituzione comporta il fermo dell’impianto, lo smontaggio parziale della pompa e l’intervento di personale specializzato. In applicazioni con acidi concentrati, la vita media di una tenuta meccanica può variare da 6 a 18 mesi.

Eliminando la tenuta meccanica, la pompa a trascinamento magnetico riduce i fermi per manutenzione programmata, elimina la necessità di tenere a magazzino ricambi per la tenuta, abbatte i costi di intervento tecnico e prolunga gli intervalli tra le revisioni generali. Il costo iniziale leggermente superiore della pompa magnetica viene tipicamente recuperato entro 12-24 mesi grazie ai risparmi sulla manutenzione.

Assenza di contaminazione del fluido

Nelle pompe con tenuta meccanica, le facce della tenuta rilasciano microscopiche particelle di usura nel fluido pompato. In applicazioni farmaceutiche, nel trattamento delle acque ultra-pure e nella produzione di semiconduttori, questa contaminazione è inaccettabile.

Le pompe magnetiche, non avendo parti di strisciamento a contatto con il fluido (ad eccezione dei cuscinetti di supporto della girante), garantiscono un livello di purezza del fluido significativamente superiore.

Nessuna perdita di liquido di sbarramento

Le pompe con doppia tenuta meccanica (come la serie PMC-2 di Nuova Darimpianti) richiedono un liquido di sbarramento che deve essere compatibile con il fluido di processo, mantenuto a pressione costante e periodicamente rabboccato o sostituito. La pompa magnetica elimina questa necessità, semplificando l’installazione e riducendo i consumabili.

Limiti e precauzioni: quando la pompa magnetica non è la scelta giusta

Nessuna tecnologia è universale. Le pompe a trascinamento magnetico hanno limiti specifici che devono essere valutati attentamente in fase di selezione.

Il rischio del funzionamento a secco

Il limite più critico delle pompe magnetiche è la sensibilità al funzionamento a secco. I cuscinetti interni della girante sono lubrificati e raffreddati dal fluido pompato. Se la pompa funziona senza fluido, anche per pochi minuti, i cuscinetti si surriscaldano e si danneggiano, e nel peggiore dei casi i magneti perdono le loro proprietà magnetiche a causa del calore (smagnetizzazione).

Per prevenire questo problema è essenziale installare sensori di livello nel serbatoio di aspirazione, prevedere un dispositivo di protezione contro il marcia a secco (ad esempio un relè termico o un sensore di flusso) e non avviare mai la pompa con la mandata chiusa senza un bypass.

Coppia trasmissibile e slittamento

L’accoppiamento magnetico ha un limite di coppia massima trasmissibile. Se la resistenza del fluido supera questo limite — ad esempio per un blocco improvviso in mandata, un fluido troppo viscoso o un corpo estraneo nella girante — i magneti “slittano” e la trasmissione del moto si interrompe. Questo fenomeno, detto disaccoppiamento magnetico, protegge il motore da sovraccarichi ma richiede un intervento manuale per ripristinare il funzionamento.

Per applicazioni con fluidi viscosi (superiori a 200-300 cP) o con frequenti variazioni di carico improvvise, una pompa con tenuta meccanica può essere la scelta più indicata.

Prevalenza e potenza

A parità di dimensioni e potenza del motore, le pompe magnetiche sviluppano generalmente una prevalenza inferiore rispetto alle pompe con tenuta meccanica. Questo perché una parte dell’energia viene dissipata nell’accoppiamento magnetico (specialmente nei bicchieri metallici, meno nelle versioni in plastica). Per applicazioni che richiedono prevalenze elevate, è necessario selezionare una taglia di pompa maggiore o valutare le pompe verticali.

Temperatura e fluidi con solidi in sospensione

I magneti permanenti perdono potenza magnetica all’aumentare della temperatura. Per temperature superiori a 200°C (nelle versioni metalliche) o 100°C (nelle versioni in plastica), la coppia trasmissibile diminuisce significativamente. Inoltre, fluidi con particelle solide in sospensione possono danneggiare i cuscinetti interni più rapidamente rispetto a una pompa con tenuta meccanica.

Le applicazioni ideali per le pompe a trascinamento magnetico

Il trascinamento magnetico è la scelta tecnicamente superiore in tutti i casi dove la priorità è l’assenza assoluta di perdite. Ecco le applicazioni dove questa tecnologia esprime il massimo valore.

Industria chimica e petrolchimica

Il pompaggio di acidi concentrati (solforico, cloridrico, fluoridrico), solventi clorurati, basi forti e reagenti tossici è l’applicazione classica delle pompe magnetiche. La normativa Seveso classifica molti di questi fluidi come sostanze pericolose il cui rilascio deve essere prevenuto con ogni mezzo tecnicamente disponibile. Per approfondire vedi anche la nostra guida alle pompe per acidi corrosivi.

Trattamento superficiale e galvanica

Negli impianti galvanici, le vasche contengono soluzioni acide e basiche a temperatura controllata che devono essere trasferite senza contaminazione e senza perdite. La pompa magnetica è ideale per il ricircolo e il trasferimento tra vasche di bagni galvanici a base di acido cromico, solforico e fluoridrico.

Industria farmaceutica e alimentare

La purezza del fluido pompato è un requisito non negoziabile. Le pompe magnetiche, non rilasciando particelle dalla tenuta, soddisfano i requisiti di processi dove la contaminazione deve essere ridotta a zero.

Trattamento acque e scrubber

Il dosaggio e il trasferimento di reagenti chimici (ipoclorito di sodio, acido solforico per correzione pH, polielettroliti) in impianti di trattamento acque richiede pompe affidabili e prive di perdite, specialmente in installazioni all’aperto o in ambienti non presidiati. Per applicazioni di pompaggio da vasca interrata è spesso preferibile una pompa verticale serie VSK.

Produzione di semiconduttori

Le acque ultra-pure e i reagenti chimici utilizzati nella produzione di chip devono essere trasferiti senza alcuna contaminazione ionica. Le pompe magnetiche in PVDF sono lo standard di settore per queste applicazioni.

La serie HTM di Nuova Darimpianti: trascinamento magnetico in termoplastico

La serie HTM è la pompa centrifuga orizzontale a trascinamento magnetico progettata e prodotta da Nuova Darimpianti specificamente per fluidi corrosivi e pericolosi.

Costruzione dal massello CNC

A differenza della maggior parte delle pompe magnetiche presenti sul mercato, realizzate per stampaggio a iniezione, la serie HTM è prodotta mediante lavorazione dal massello: ogni componente — corpo pompa, girante, bicchiere di contenimento — viene ricavato da un blocco pieno di polimero su centri di lavoro CNC a 3 e 5 assi.

Questo metodo produttivo garantisce l’assenza di tensioni interne residue nel materiale (che nei pezzi stampati possono causare fessurazioni sotto stress chimico), tolleranze dimensionali di precisione che assicurano un accoppiamento ottimale tra magneti e bicchiere, e spessori uniformi e controllati che massimizzano la resistenza alla pressione interna.

Materiali disponibili

La serie HTM è disponibile in tre materiali termoplastici. Il polipropilene (PP) è indicato per acidi diluiti, soluzioni saline e basi a temperature fino a 80°C ed è la scelta più economica per fluidi non ossidanti. Il PVC è ideale per ipoclorito di sodio e soluzioni a temperatura ambiente fino a 60°C. Il PVDF offre la massima resistenza chimica per acidi concentrati, solventi e fluidi ossidanti fino a 100°C.

Caratteristiche tecniche principali

La serie HTM copre portate da pochi litri al minuto fino a flussi industriali significativi, con prevalenze adeguate alle applicazioni di trasferimento e ricircolo. Il bicchiere di contenimento in plastica tecnica elimina le perdite per correnti parassite tipiche dei bicchieri metallici, migliorando il rendimento complessivo della pompa.

Ogni pompa HTM può essere configurata su misura in termini di dimensioni degli attacchi, tipo di materiale e potenza del motore, grazie alla flessibilità della produzione CNC dal massello.

Come scegliere tra pompa magnetica e pompa con tenuta meccanica

La decisione tra trascinamento magnetico e tenuta meccanica non è sempre immediata. Ecco i criteri pratici per orientarsi.

Scegli la pompa a trascinamento magnetico (HTM) quando: il fluido è tossico, cancerogeno o altamente pericoloso; le normative richiedono zero emissioni fuggitive; il fluido tende a cristallizzare (la cristallizzazione distrugge le tenute meccaniche); l’impianto non è presidiato continuamente e non si possono tollerare perdite; i costi di manutenzione della tenuta meccanica sono elevati.

Scegli la pompa con tenuta meccanica (PMC-1 o PMC-2) quando: servono prevalenze elevate che la versione magnetica non raggiunge; il fluido contiene solidi in sospensione che danneggerebbero i cuscinetti della pompa magnetica; la temperatura supera i limiti dei magneti; si verificano frequenti variazioni di carico o condizioni di processo instabili; il fluido ha una viscosità superiore a 200 cP.

Soluzione intermedia — doppia tenuta flussata (PMC-2): se il fluido è pericoloso ma le condizioni operative non sono compatibili con una pompa magnetica, la serie PMC-2 con doppia tenuta flussata offre un livello di sicurezza elevato, con il liquido di sbarramento che funge da barriera aggiuntiva contro le perdite.

Domande frequenti

Qual è la differenza principale tra una pompa a trascinamento magnetico e una pompa con tenuta meccanica?

La differenza fondamentale è che nella pompa magnetica non c’è alcun passaggio dell’albero attraverso il corpo pompa. Il moto viene trasmesso attraverso un campo magnetico che attraversa una parete stagna (il bicchiere di contenimento). Questo elimina completamente il rischio di perdite, che nella pompa con tenuta meccanica dipende dall’integrità delle facce della tenuta.

Le pompe a trascinamento magnetico consumano più energia?

Nelle versioni con bicchiere di contenimento metallico, sì: le correnti parassite generano una perdita di potenza del 5-15%. Nelle pompe con bicchiere in materiale plastico, come la serie HTM di Nuova Darimpianti, le perdite magnetiche sono trascurabili e il rendimento è paragonabile a quello di una pompa con tenuta meccanica.

Cosa succede se la pompa magnetica funziona a secco?

Il funzionamento a secco è il principale rischio per le pompe magnetiche. Senza fluido a lubrificare i cuscinetti interni, si verifica un rapido surriscaldamento che può danneggiare i cuscinetti e, nei casi più gravi, smagnetizzare i magneti. È indispensabile prevedere protezioni contro il marcia a secco (sensori di livello, relè termici, sensori di flusso).

Per quali fluidi è consigliata la pompa a trascinamento magnetico?

Per tutti i fluidi dove una perdita sarebbe inaccettabile: acidi concentrati (solforico, cloridrico, fluoridrico, nitrico), solventi tossici, fluidi cancerogeni, reagenti costosi, fluidi che cristallizzano e soluzioni farmaceutiche che richiedono purezza assoluta.

La serie HTM può essere personalizzata?

Sì. Essendo prodotta dal massello con lavorazione CNC, la serie HTM può essere configurata in termini di materiale (PP, PVC, PVDF), dimensioni degli attacchi, portata e prevalenza. Nuova Darimpianti progetta soluzioni personalizzate per esigenze specifiche di impianto.

La scelta sicura per fluidi che non ammettono compromessi

Le pompe a trascinamento magnetico non sono la soluzione per ogni applicazione, ma quando il fluido è pericoloso, tossico o corrosivo e la perdita zero non è un optional ma un requisito, rappresentano la tecnologia più affidabile disponibile.

La serie HTM di Nuova Darimpianti combina il principio del trascinamento magnetico con la lavorazione dal massello CNC in materiali termoplastici, offrendo una pompa priva di perdite, resistente alla corrosione e costruita con tolleranze di precisione superiori allo stampaggio.

    Pompe per acidi corrosvi

    Pompe per Acidi Corrosivi:
    Come Scegliere Materiale e Tipologia

    Guida alla scelta delle pompe per acidi corrosivi

    Il trasferimento di acidi è una delle operazioni più critiche in qualsiasi impianto chimico, galvanico o farmaceutico. Una scelta sbagliata del materiale o della tipologia di pompa non comporta solo un guasto meccanico: può provocare sversamenti pericolosi, fermi impianto costosi e, nei casi peggiori, rischi per la sicurezza degli operatori.

    Il problema è che non esiste una pompa universale per tutti gli acidi. L’acido solforico concentrato al 98% richiede un approccio completamente diverso rispetto a una soluzione diluita di acido cloridrico al 5%. Temperatura, concentrazione, presenza di particelle solide e portata richiesta sono tutti fattori che influenzano la scelta.

    In questa guida tecnica analizziamo i criteri fondamentali per selezionare la pompa più adatta a ogni tipo di acido corrosivo, confrontando materiali termoplastici e tipologie costruttive.

    Perché le pompe metalliche non bastano per gli acidi

    Le pompe in acciaio inox (AISI 316) vengono spesso considerate la scelta “sicura” per applicazioni chimiche. In realtà, l’acciaio inossidabile ha limiti significativi quando si tratta di acidi:

    • L’acido cloridrico attacca l’acciaio inox già a concentrazioni molto basse, provocando corrosione per vaiolatura (pitting) che deteriora rapidamente la girante e il corpo pompa.
    • L’acido solforico concentrato a temperature superiori a 50°C causa corrosione generalizzata anche sui gradi più resistenti.
    • L’acido fluoridrico è incompatibile con qualsiasi lega a base di ferro.

    Inoltre, la corrosione metallica contamina il fluido pompato con ioni metallici, un problema inaccettabile nell’industria farmaceutica, nel trattamento delle acque potabili e nella produzione di semiconduttori.

    Per queste ragioni, le pompe in materiali termoplastici rappresentano la soluzione più affidabile e spesso più economica per il pompaggio di acidi corrosivi.

    I tre materiali termoplastici a confronto: PP, PVC e PVDF

    Polipropilene (PP)

    il materiale più versatile

    Il polipropilene è il materiale termoplastico più utilizzato nella costruzione di pompe per fluidi corrosivi, e per buone ragioni. Offre un’eccellente resistenza alla maggior parte degli acidi diluiti, alle soluzioni saline e alle basi, con una temperatura operativa massima di 80-90°C.

    Il PP è la scelta ideale per acidi e basi diluiti in ambiente non ossidante, soluzioni galvaniche a base di acido solforico diluito, soluzioni saline e bagni di decapaggio, e processi dove il costo del materiale è un fattore critico.

    Il limite principale del polipropilene è la scarsa resistenza agli agenti ossidanti forti (come l’acido nitrico concentrato e l’acqua ossigenata ad alta concentrazione) e ai solventi organici clorurati.

    PVC

    lo specialista delle basse temperature

    Il PVC offre una resistenza chimica simile al PP per molti acidi, con un vantaggio specifico: è il materiale d’elezione per l’ipoclorito di sodio, un reagente largamente usato nel trattamento acque e negli impianti galvanici.

    La temperatura operativa massima è però limitata a 60°C, il che ne restringe l’uso a processi a temperatura ambiente o leggermente superiore. Il PVC non è adatto a solventi organici e idrocarburi aromatici.

    Le applicazioni tipiche includono scrubber per l’abbattimento fumi, vasche di contenimento e circuiti di dosaggio di ipoclorito di sodio.

    PVDF

    la resistenza chimica superiore

    Il polivinilidene fluoruro è il materiale termoplastico più performante per applicazioni con acidi aggressivi. La presenza di atomi di fluoro nella catena polimerica garantisce legami chimici più stabili, offrendo una resistenza eccezionale agli acidi forti concentrati.

    Il PVDF resiste all’acido solforico fino al 98% di concentrazione, all’acido cloridrico a qualsiasi concentrazione, all’acido nitrico concentrato e agli agenti ossidanti forti. La temperatura operativa massima raggiunge i 100°C, con buona stabilità dimensionale sotto carico.

    Il costo superiore rispetto a PP e PVC è giustificato dalla maggiore durata in ambienti estremi e dalla riduzione dei fermi impianto per manutenzione.

    Il PVDF è la scelta obbligata per pompe a trascinamento magnetico che gestiscono acidi concentrati, trasferimento di acido solforico concentrato a temperatura elevata, processi farmaceutici dove la purezza è critica e applicazioni con acido fluoridrico.

    Tabella di confronto rapido

    Proprietà

    PP

    PVC

    PVDF

    Temp. max operativa

    80-90°C

    60°C

    100°C

    Acido solforico diluito

    Ottimo

    Buono

    Ottimo

    Acido solforico concentrato

    Scarso

    Scarso

    Ottimo

    Acido cloridrico

    Buono

    Buono

    Ottimo

    Acido nitrico

    Scarso

    Scarso

    Buono

    Ipoclorito di sodio

    Buono

    Ottimo

    Buono

    Solventi organici

    Scarso

    Scarso

    Discreto

    Costo relativo

    Basso

    Basso

    Alto

    Lavorabilità CNC

    Ottima

    Buona

    Buona

    Le tipologie di pompe per acidi: quale configurazione scegliere

    Pompe centrifughe orizzontali con tenuta meccanica

    Le pompe centrifughe orizzontali sono la tipologia più diffusa per il trasferimento di fluidi corrosivi. Il fluido entra assialmente nella girante e viene accelerato verso l’esterno per effetto della forza centrifuga, generando portata e prevalenza.

    La tenuta meccanica è il componente più critico: è il punto di contatto tra la parte rotante (albero) e quella fissa (corpo pompa), e deve impedire qualsiasi fuoriuscita di fluido. Le tenute singole sono adeguate per fluidi a bassa pericolosità, mentre la doppia tenuta flussata aggiunge una barriera di sicurezza con un liquido di sbarramento tra le due facce della tenuta.

    Le pompe della serie PMC di Nuova Darimpianti sono realizzate con corpo e girante lavorati dal massello (blocco pieno di polimero) su centri di lavoro CNC a 3 e 5 assi, un metodo che garantisce tolleranze dimensionali superiori e una resistenza alle pressioni interne più elevata rispetto alle pompe ottenute per stampaggio. La serie PMC-1 monta una tenuta meccanica singola, mentre la serie PMC-2 è equipaggiata con doppia tenuta flussata per la massima sicurezza nel pompaggio di acidi concentrati e liquidi pericolosi.

    Pompe a trascinamento magnetico: zero perdite

    Le pompe a trascinamento magnetico eliminano completamente la tenuta meccanica. Il moto viene trasmesso dall’albero del motore alla girante attraverso una coppia di magneti separati da un bicchiere di contenimento stagno. Non c’è alcun contatto fisico tra la parte motrice e il fluido.

    Questa soluzione garantisce la totale assenza di perdite, un vantaggio decisivo quando si pompano acidi concentrati, solventi tossici o fluidi con tendenza alla cristallizzazione che danneggerebbe una tenuta meccanica tradizionale.

    La serie HTM di Nuova Darimpianti è una pompa centrifuga orizzontale a trascinamento magnetico disponibile in PP, PVC e PVDF, progettata specificamente per acidi forti, fluidi pericolosi e applicazioni dove la sicurezza è prioritaria.

    I limiti delle pompe magnetiche includono la sensibilità al funzionamento a secco (che può smagnetizzare i magneti) e una prevalenza generalmente inferiore rispetto alle pompe con tenuta meccanica a parità di potenza.

    Pompe verticali: ideali per installazione su vasca

    Le pompe verticali vengono installate direttamente sul bordo del serbatoio o della vasca, con l’albero e la girante immersi nel fluido. Questa configurazione elimina il problema della tenuta meccanica in quanto non c’è passaggio del fluido attraverso guarnizioni esterne.

    La serie VSK di Nuova Darimpianti è una pompa verticale a sbalzo senza boccole di guida: l’assenza di parti di strisciamento a contatto con il liquido riduce drasticamente l’usura, rendendola ideale per fluidi con solidi in sospensione o particelle abrasive.

    Le pompe verticali sono particolarmente adatte per vasche galvaniche, serbatoi di stoccaggio acidi, sistemi di ricircolo scrubber e applicazioni dove lo spazio a pavimento è limitato.

    Pompe da travaso per fusti

    Per lo svuotamento di fusti e contenitori, servono soluzioni portatili e maneggevoli. Le pompe da travaso in PP e PVDF permettono il trasferimento sicuro di acidi e basi da fusti industriali senza necessità di ribaltamento, riducendo il rischio di sversamenti.

    Come dimensionare la pompa: i parametri fondamentali

    La scelta del materiale e della tipologia non è sufficiente: la pompa deve essere correttamente dimensionata per le condizioni operative dell’impianto.

    I parametri chiave sono:

    • la portata, ovvero il volume di fluido da trasferire nell’unità di tempo, espressa in litri/minuto o metri cubi/ora
    • la prevalenza, cioè l’energia che la pompa deve fornire al fluido per vincere le perdite di carico del circuito e il dislivello geometrico, espressa in metri di colonna di liquido
    • e l’NPSH (Net Positive Suction Head), il parametro che determina se la pompa può aspirare il fluido senza che si verifichi cavitazione.

     

    La cavitazione è un fenomeno distruttivo che si verifica quando la pressione in aspirazione scende al di sotto della tensione di vapore del fluido, causando la formazione e il collasso violento di bolle di vapore sulla girante. In una pompa in plastica, la cavitazione può erodere la girante in tempi molto rapidi.

    Un errore comune è dimensionare la pompa considerando solo la potenza del motore in HP o kW. Il parametro critico è in realtà la coppia trasmessa all’albero, che determina la capacità della pompa di vincere la resistenza del fluido. Per fluidi viscosi o densi, una pompa con motore potente ma coppia insufficiente non funzionerà correttamente.

    Un errore comune è dimensionare la pompa considerando solo la potenza del motore in HP o kW. Il parametro critico è in realtà la coppia trasmessa all’albero, che determina la capacità della pompa di vincere la resistenza del fluido. Per fluidi viscosi o densi, una pompa con motore potente ma coppia insufficiente non funzionerà correttamente.

    Come dimensionare la pompa: i parametri fondamentali

    Per semplificare la scelta, ecco le combinazioni materiale-tipologia più comuni per i principali acidi industriali:

    • \Acido solforico (H₂SO₄):

    Per concentrazioni fino al 70% e temperature fino a 80°C la scelta è PP con pompa centrifuga orizzontale (serie PMC). Per concentrazioni superiori al 70% o temperature elevate è necessario il PVDF, preferibilmente con pompa a trascinamento magnetico (serie HTM) per eliminare il rischio di perdite.

    • \Acido cloridrico (HCl):

    A qualsiasi concentrazione il PVDF offre la migliore resistenza. Per soluzioni diluite a temperatura ambiente il PP è un’alternativa economica valida. La pompa verticale (serie VSK) è ideale per l’aspirazione diretta da vasca.

    • \Acido nitrico (HNO₃):

    Essendo un forte ossidante, l’acido nitrico attacca il PP. Il PVDF è il materiale d’obbligo per concentrazioni superiori al 40%. Per soluzioni diluite il PVC può essere adeguato fino a 60°C.

    • \Ipoclorito di sodio (NaClO):

    Il PVC è il materiale preferito per l’ipoclorito di sodio. Pompe verticali per il dosaggio da serbatoi di stoccaggio o pompe orizzontali PMC per circuiti di distribuzione.

    • \Acido fluoridrico (HF):

    Richiede esclusivamente PVDF con pompa a trascinamento magnetico (serie HTM) per la massima sicurezza. L’acido fluoridrico è altamente tossico e nessuna perdita è accettabile.

    Il vantaggio della lavorazione dal massello

    Un aspetto spesso sottovalutato nella scelta di una pompa per acidi è il metodo di fabbricazione del corpo pompa. La maggior parte dei produttori utilizza lo stampaggio a iniezione o il roto-stampaggio, processi che possono introdurre tensioni interne nel materiale e spessori non uniformi.

    Nuova Darimpianti produce i corpi pompa mediante lavorazione dal massello: ogni componente viene ricavato da un blocco pieno di polimero su centri di lavoro CNC a 3 e 5 assi.

    Questo metodo garantisce l’assenza di tensioni interne residue, tolleranze dimensionali di precisione millimetrica, spessori uniformi e controllati in ogni punto del corpo pompa e una resistenza alle pressioni interne superiore rispetto ai pezzi stampati.

    Il risultato è una pompa più robusta, più precisa e con una vita utile più lunga, particolarmente in applicazioni con acidi concentrati dove le sollecitazioni chimiche sono al massimo livello.

    Domande frequenti

    Quale materiale è migliore per l'acido solforico: PP o PVDF?

    Dipende dalla concentrazione. Il PP resiste bene fino al 70% circa a temperatura ambiente. Per concentrazioni superiori o temperature elevate, il PVDF è indispensabile per la sua superiore resistenza chimica ai forti ossidanti.

    Le pompe a trascinamento magnetico possono funzionare a secco?

    No, il funzionamento a secco è il principale rischio per le pompe magnetiche. L’assenza di fluido che lubrifica e raffredda i cuscinetti interni può causare il surriscaldamento e la smagnetizzazione dei magneti. È essenziale prevedere protezioni contro il marcia a secco.

    Ogni quanto va sostituita la tenuta meccanica su una pompa per acidi?

    La durata della tenuta dipende dal tipo di fluido, dalla temperatura e dal ciclo operativo. In condizioni tipiche, una tenuta meccanica su pompa per acidi dura da 6 a 18 mesi. Con la serie PMC-2 a doppia tenuta flussata, la barriera del liquido di sbarramento prolunga significativamente la vita della tenuta.

    Cosa succede se scelgo il materiale sbagliato?

    La corrosione chimica può manifestarsi come rigonfiamento del polimero, fessurazione da stress cracking, perdita di resistenza meccanica o, nei casi peggiori, rottura improvvisa del corpo pompa con sversamento del fluido. Per questo è fondamentale consultare le tabelle di compatibilità chimica prima di selezionare il materiale.

    Nuova Darimpianti può realizzare pompe su misura?

    Sì. Grazie alla produzione dal massello CNC, Nuova Darimpianti realizza pompe con configurazioni personalizzate in termini di materiale, dimensioni, attacchi e accessori. Ogni pompa può essere progettata sulle specifiche esigenze dell’impianto.

    Scegli la pompa giusta per il tuo processo

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    La selezione corretta di una pompa per acidi corrosivi richiede un’analisi attenta di quattro fattori: il tipo di acido e la sua concentrazione, la temperatura operativa, la portata e la prevalenza necessarie, e il livello di sicurezza richiesto.

    Nuova Darimpianti progetta e produce pompe centrifughe orizzontali (serie PMC-1 e PMC-2), pompe a trascinamento magnetico (serie HTM) e pompe verticali (serie VSK, VGA, VL) in PP, PVC e PVDF, tutte lavorate dal massello con tecnologia CNC.