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Agitatori Veloci vs Lenti: Come Scegliere in Base alla Viscosità del Fluido

Agitatori

La velocità di rotazione di un agitatore industriale non è una preferenza del progettista e non è un parametro che si sceglie “a sensazione”. È una conseguenza diretta della fisica del fluido da miscelare. Un agitatore troppo veloce immerso in un fluido viscoso genera un vortice centrale senza produrre miscelazione reale: l’energia si dissipa in calore e vibrazione anziché in movimento utile del fluido. Un agitatore troppo lento in un fluido a bassa viscosità non riesce a creare la turbolenza necessaria per sospendere solidi, disperdere gas o mantenere una temperatura uniforme nel serbatoio.

Quando il fluido è corrosivo — un acido concentrato, un bagno galvanico, una soluzione caustica — le conseguenze di una scelta sbagliata si moltiplicano: le sollecitazioni meccaniche anomale accelerano la fatica dei materiali, le vibrazioni compromettono le tenute e le zone stagnanti creano gradienti di concentrazione che attaccano selettivamente le pareti del serbatoio. La variabile chiave che determina se serve un agitatore veloce o un agitatore lento è la viscosità del fluido.

Questa guida tecnica confronta in modo sistematico le due categorie di agitatori — veloci e lenti — spiegando i criteri di scelta basati sulla viscosità, sul regime di flusso, sulla geometria della vasca e sulle esigenze specifiche del processo. Tutti i riferimenti di prodotto riguardano la gamma di agitatori in materiale termoplastico (PP, PVC, PVDF) prodotti da Nuova Darimpianti con lavorazione CNC dal pieno.

Viscosità e regime di flusso: la base della scelta

Per scegliere correttamente tra agitatori veloci e lenti occorre comprendere il rapporto tra viscosità del fluido e regime di flusso generato dalla girante. La viscosità dinamica (μ), misurata in millipascal-secondo (mPa·s) o nell’equivalente centipoise (cP), esprime la resistenza interna di un fluido allo scorrimento. Un fluido con viscosità elevata resiste al movimento: per metterlo in moto e mantenerlo in circolazione è necessaria più energia, applicata in modo diverso rispetto a un fluido “sottile”.

Valori di riferimento della viscosità

Per contestualizzare i numeri: l’acqua a 20 °C ha una viscosità di circa 1 cP. Una soluzione di acido solforico al 30% si attesta intorno a 3 cP — quasi come l’acqua. Il glicerolo puro raggiunge circa 1.500 cP, mentre le resine polimeriche e alcuni adesivi industriali superano facilmente i 10.000 cP. In ambito galvanico, i bagni di cromatura hanno viscosità comprese tra 2 e 5 cP, mentre le soluzioni di nickel chimico possono arrivare a 10-15 cP. Nei processi chimici con polimeri disciolti o sospensioni concentrate, si entra nel campo delle centinaia o migliaia di centipoise.

Il numero di Reynolds per agitatori

Il parametro adimensionale che traduce la viscosità in un criterio di scelta operativo è il numero di Reynolds per agitatori, definito come:

Re = ρ × N × D² / μ

dove ρ è la densità del fluido (kg/m³), N è la velocità di rotazione della girante (giri al secondo, rps), D è il diametro della girante (m) e μ è la viscosità dinamica (Pa·s). Questo numero esprime il rapporto tra le forze inerziali e le forze viscose nel fluido.

Tre regimi di flusso

Il numero di Reynolds definisce tre regimi distinti che determinano il tipo di agitatore necessario:

  • Regime turbolento (Re > 10.000): le forze inerziali dominano. Il fluido si muove in modo caotico e turbolento, con un’intensa miscelazione a livello microscopico. Questo è il campo operativo degli agitatori veloci (300-1.400 rpm). La turbolenza garantisce miscelazione rapida ed efficiente con giranti di piccolo diametro.

  • Regime di transizione (10 < Re < 10.000): le forze inerziali e viscose si bilanciano. La scelta tra agitatore veloce e lento dipende dal processo specifico: se serve shear elevato, si preferisce un agitatore veloce con girante adeguata; se serve circolazione delicata, si opta per un agitatore lento.

  • Regime laminare (Re < 10): le forze viscose dominano completamente. Il fluido si muove in strati ordinati e la miscelazione avviene solo per diffusione molecolare, estremamente lenta. Servono agitatori lenti (10-150 rpm) con giranti di prossimità (grande diametro rispetto al serbatoio) che forzano meccanicamente il movimento dell’intero volume.

La soglia pratica di viscosità

Come regola generale per una prima selezione: fluidi con viscosità inferiore a 500 cP richiedono tipicamente un agitatore veloce; tra 500 e 5.000 cP si è in zona di transizione, dove la scelta dipende dal processo; oltre 5.000 cP è necessario un agitatore lento con girante di prossimità. Questi valori sono indicativi — la scelta definitiva deve considerare anche la densità, la geometria del serbatoio e le esigenze specifiche del processo.

Agitatori veloci: quando e perché

Gli agitatori veloci operano in un intervallo di velocità compreso tra 300 e 1.400 rpm. Il principio operativo è la generazione di turbolenza: la girante, ruotando ad alta velocità, proietta il fluido in modo radiale o assiale creando vortici e correnti secondarie che miscelano rapidamente l’intero volume del serbatoio. L’elevata velocità periferica della girante produce anche uno shear (taglio) significativo sulle particelle, le gocce o le bolle presenti nel fluido.

Applicazioni ideali per agitatori veloci

Gli agitatori veloci sono la scelta corretta quando il processo richiede:

  • Miscelazione di liquidi miscibili: diluizione di acidi, preparazione di soluzioni, blending di prodotti chimici compatibili. La turbolenza garantisce omogeneità in tempi brevi.

  • Sospensione di solidi: mantenere particelle solide in sospensione in un liquido a bassa viscosità, ad esempio in vasche di sgrassaggio o in serbatoi di stoccaggio con solidi sedimentabili.

  • Dispersione di gas: incorporare aria o gas di processo in un liquido, come nelle vasche di ossidazione o nei reattori aerati.

  • Emulsificazione: creare emulsioni stabili di liquidi immiscibili, dove lo shear elevato è necessario per rompere le gocce in dimensioni micrometriche.

  • Scambio termico: in fluidi a bassa viscosità, la turbolenza aumenta il coefficiente di scambio termico con le pareti del serbatoio o con serpentine di riscaldamento/raffreddamento.

Tipologie di girante per agitatori veloci

La girante è l’elemento che trasforma la rotazione dell’albero in movimento del fluido. Negli agitatori veloci si utilizzano tre tipologie principali:

  • Elica marina (3 pale): genera un flusso prevalentemente assiale, cioè diretto verso il fondo del serbatoio. È la girante più versatile per la miscelazione generale, il blending e la sospensione di solidi leggeri. Efficiente dal punto di vista energetico, è la scelta standard per la maggior parte delle applicazioni a bassa viscosità.

  • Disco Cowles (disco dentato): genera uno shear molto elevato nella zona immediatamente circostante il disco, con un flusso radiale intenso. È specificamente progettato per la dispersione di pigmenti, la disintegrazione di agglomerati solidi e le operazioni che richiedono un’intensa azione meccanica localizzata.

  • Turbina (pale radiali): genera un flusso prevalentemente radiale, con un forte effetto di pompaggio laterale. È particolarmente efficace per la dispersione di gas in liquidi e per i processi che richiedono un’intensa miscelazione nella zona della girante.

La gamma Nuova Darimpianti: agitatori veloci

Nuova Darimpianti produce quattro serie di agitatori veloci in materiale termoplastico, ciascuna progettata per una specifica configurazione di montaggio:

  • Serie EV: l’agitatore veloce standard con azionamento diretto. Il motore è flangiato direttamente all’albero, senza riduttore. È la soluzione più semplice e compatta per vasche di dimensioni piccole e medie con fluidi a bassa viscosità.

  • Serie EVK: agitatore veloce con montaggio a sbalzo (cantilever). L’albero è supportato nella parte superiore senza cuscinetto di fondo, ideale per vasche dove l’accesso dal basso è impossibile o dove il cuscinetto di fondo sarebbe esposto a condizioni chimiche estreme.

  • Serie EVL: agitatore veloce con albero prolungato, specifico per vasche profonde dove la girante deve operare a una distanza significativa dal punto di montaggio.

  • Serie KVL: agitatore veloce con motoriduttore, che permette la regolazione della velocità e l’utilizzo di coppie più elevate. Indicato per applicazioni che richiedono flessibilità operativa o velocità intermedie inferiori ai 300 rpm del collegamento diretto.

Applicazioni tipiche in ambienti corrosivi

Negli impianti per fluidi corrosivi, gli agitatori veloci trovano impiego principale nelle vasche di sgrassaggio alcalino, nei serbatoi di risciacquo, nelle operazioni di dissoluzione di prodotti chimici, nella diluizione di acidi e nelle vasche di decapaggio dove è necessario mantenere in sospensione i prodotti di reazione.

Agitatori lenti: quando e perché

Gli agitatori lenti operano in un intervallo di velocità compreso tra 10 e 150 rpm, ottenuto attraverso un riduttore meccanico interposto tra il motore elettrico e l’albero della girante. Il principio operativo è radicalmente diverso da quello degli agitatori veloci: anziché generare turbolenza, l’agitatore lento produce un flusso laminare o di transizione controllato, spostando grandi volumi di fluido a bassa velocità. La girante ha un diametro significativamente più grande rispetto a quella di un agitatore veloce, per compensare con la capacità di pompaggio ciò che manca in velocità periferica.

Applicazioni ideali per agitatori lenti

Gli agitatori lenti sono la scelta corretta quando il processo richiede:

  • Mantenimento dell’omogeneità senza turbolenza: in molti processi galvanici e chimici, la turbolenza è dannosa perché incorpora aria nel bagno, disturba gli strati di diffusione sulla superficie dei pezzi in trattamento o causa schiuma. L’agitatore lento mantiene il bagno uniforme senza questi effetti collaterali.

  • Miscelazione delicata di fluidi sensibili allo shear: alcune soluzioni polimeriche, emulsioni e formulazioni biologiche si degradano quando sottoposte a shear elevato. L’agitatore lento garantisce miscelazione senza danneggiare il prodotto.

  • Miscelazione di fluidi ad alta viscosità: quando la viscosità supera i 1.000-5.000 cP, un agitatore veloce con girante di piccolo diametro crea solo un vortice localizzato attorno all’albero. Il fluido lontano dalla girante rimane immobile. La girante di grande diametro dell’agitatore lento raggiunge meccanicamente l’intero volume.

  • Uniformità termica: nei serbatoi riscaldati o raffreddati, l’agitatore lento muove il fluido lungo le pareti dove avviene lo scambio termico, mantenendo una distribuzione di temperatura uniforme senza i gradienti localizzati causati dalla turbolenza.

Tipologie di girante per agitatori lenti

Le giranti per agitatori lenti sono progettate per massimizzare la capacità di pompaggio (volume di fluido spostato per giro) e la copertura del volume del serbatoio:

  • Pale inclinate (pitched blade): girante con pale montate ad angolo rispetto al piano di rotazione (tipicamente 45°), che genera un flusso combinato assiale-radiale. È la girante lenta più versatile, adatta a viscosità medie (500-5.000 cP) e a processi che richiedono un buon ricircolo senza shear eccessivo.

  • Ancora (anchor): girante di prossimità con profilo che segue la parete interna del serbatoio, con un gioco ridotto (tipicamente 25-50 mm). Raschia lo strato limite sulla parete, particolarmente efficace per serbatoi con camicia di riscaldamento/raffreddamento dove è essenziale impedire la stratificazione termica. Indicata per viscosità elevate (5.000-50.000 cP).

  • Nastro elicoidale (helical ribbon): la girante per le viscosità più estreme (oltre 50.000 cP). Il nastro elicoidale avvolge l’intero volume del serbatoio, creando un flusso ascendente lungo la parete e discendente al centro (o viceversa). Rapporto D/T molto elevato (0,9-0,95), con movimentazione praticamente meccanica dell’intero contenuto.

La gamma Nuova Darimpianti: agitatori lenti

Nuova Darimpianti produce quattro serie di agitatori lenti in materiale termoplastico, ciascuna con riduttore meccanico integrato:

  • Serie EVR: l’agitatore lento standard con motoriduttore. La soluzione di riferimento per vasche galvaniche, serbatoi di stoccaggio chimico e applicazioni che richiedono miscelazione delicata a bassa velocità.

  • Serie EVRK: agitatore lento con montaggio a sbalzo (cantilever). Come la serie EVK veloce, elimina il cuscinetto di fondo, particolarmente vantaggioso nei bagni galvanici dove il fondo della vasca è occupato da telai, rack o sistemi di riscaldamento.

  • Serie EVRL: agitatore lento con albero prolungato per vasche profonde. Combina la bassa velocità del riduttore con la lunghezza d’albero necessaria per raggiungere la girante nella zona operativa di vasche con altezze superiori alla norma.

  • Serie KVRL: agitatore lento con riduttore a ingranaggi per un ampio intervallo di regolazione della velocità. Permette di ottimizzare la velocità in funzione delle condizioni reali del processo, particolarmente utile quando la viscosità del fluido varia durante il ciclo produttivo.

Applicazioni tipiche in ambienti corrosivi

Nell’industria galvanica, gli agitatori lenti sono essenziali per i bagni di nichel elettrolitico, cromatura, zincatura e ramatura, dove devono mantenere la concentrazione uniforme senza disturbare il processo elettrochimico. Nello stoccaggio chimico, garantiscono l’omogeneità di soluzioni viscose che tendono a stratificarsi. Nei reattori per polimerizzazione, gestiscono l’aumento progressivo di viscosità durante la reazione. Nelle vasche di cristallizzazione, controllano la distribuzione della temperatura e la crescita dei cristalli.

Il confronto diretto: tabella decisionale

La tabella seguente riassume in modo sintetico le differenze operative tra agitatori veloci e agitatori lenti, fornendo un riferimento rapido per la selezione:

ParametroAgitatore veloceAgitatore lento
Velocità di rotazione300 – 1.400 rpm10 – 150 rpm
Regime di flussoTurbolento (Re > 10.000)Laminare o di transizione (Re < 10.000)
Viscosità fluido< 500 cP (ottimale)> 500 cP (ottimale oltre 5.000 cP)
Rapporto D/T (girante/vasca)0,2 – 0,40,5 – 0,8
Tipo di giranteElica marina, disco Cowles, turbinaPale inclinate, ancora, nastro elicoidale
Flusso generatoAssiale o radiale turbolentoAssiale o tangenziale laminare
ShearElevatoBasso
Capacità di pompaggioBassa (compensata dalla turbolenza)Alta (grandi volumi per giro)
Potenza specificaBassa per unità di volumeAlta per unità di volume
AzionamentoDiretto (motore-albero)Motoriduttore (con riduttore meccanico)
Serie Nuova DarimpiantiEV, EVK, EVL, KVLEVR, EVRK, EVRL, KVRL
Applicazioni tipicheDissoluzione, risciacquo, sgrassaggio, diluizione acidiBagni galvanici, stoccaggio viscoso, cristallizzazione

La regola d’oro per i casi limite

Quando la viscosità del fluido si colloca nella zona di transizione (500-5.000 cP) e non è chiaro se sia più adatto un agitatore veloce o uno lento, la regola pratica è: scegliere l’agitatore lento. Un agitatore lento dotato di inverter può sempre aumentare la velocità entro il proprio intervallo operativo per intensificare la miscelazione. Un agitatore veloce applicato a un fluido troppo viscoso, al contrario, genera un vortice attorno all’albero senza trasferire energia al fluido lontano dalla girante — spreca potenza, surriscalda il motore e non raggiunge l’obiettivo di processo.

Questa regola è particolarmente rilevante nei processi dove la viscosità varia durante il ciclo: una soluzione polimerica che parte fluida e diventa viscosa durante la reazione, un bagno chimico la cui viscosità cambia con la temperatura, un serbatoio di stoccaggio dove la viscosità aumenta per evaporazione del solvente. In tutti questi casi, l’agitatore lento con velocità variabile offre la flessibilità necessaria.

Quando considerare l’installazione laterale

Per serbatoi lunghi e stretti, cisterne orizzontali e vasche dove il montaggio dall’alto non è praticabile, Nuova Darimpianti produce anche agitatori laterali (side-entry) nelle serie LVO e LRO. Questi agitatori generano un flusso assiale lungo l’asse longitudinale del serbatoio e rappresentano una soluzione efficiente per lo stoccaggio chimico e le vasche di processo con geometrie non convenzionali.

Il ruolo della geometria della vasca

La scelta tra agitatore veloce e lento non dipende solo dalla viscosità del fluido, ma anche dalla geometria del serbatoio in cui opera. Il rapporto tra le dimensioni della girante e quelle della vasca determina l’efficacia della miscelazione tanto quanto la velocità di rotazione.

Il rapporto D/T: diametro girante su diametro vasca

Il rapporto D/T è il parametro geometrico fondamentale. Per gli agitatori veloci, il valore ottimale si colloca tra 0,2 e 0,4: la girante è significativamente più piccola del serbatoio e genera turbolenza che si propaga nell’intero volume grazie all’inerzia del fluido. Per gli agitatori lenti, il rapporto D/T sale a 0,5-0,8 (fino a 0,95 per i nastri elicoidali): la girante deve raggiungere fisicamente le zone periferiche del serbatoio perché il flusso laminare non si propaga come la turbolenza.

Il rapporto H/D: altezza su diametro della vasca

Le vasche alte e strette (H/D > 1,5) richiedono giranti con forte componente di flusso assiale per evitare zone morte nella parte superiore o inferiore. In questi casi, con agitatori veloci si utilizzano eliche marine; con agitatori lenti, pale inclinate o configurazioni a più giranti sullo stesso albero. Le serie EVL e EVRL con albero prolungato sono specificamente progettate per queste geometrie.

Deflettori (baffles)

I deflettori sono elementi fondamentali per gli agitatori veloci: senza di essi, la rotazione ad alta velocità genera un vortice centrale che riduce drasticamente l’efficacia della miscelazione. I deflettori spezzano il moto rotazionale e convertono l’energia cinetica in miscelazione assiale e radiale. Per gli agitatori lenti, i deflettori sono generalmente non necessari o addirittura controproducenti: nel regime laminare, il flusso è già ordinato e i deflettori creerebbero zone morte dietro di sé.

Configurazioni di montaggio

La configurazione più comune è il montaggio dall’alto (top-entry), con l’agitatore fissato su una piastra o una traversa al di sopra della vasca. Per vasche lunghe e basse, il montaggio laterale (side-entry) con le serie LVO e LRO è più efficiente. In vasche di grandi dimensioni, si possono prevedere installazioni multiple — due o più agitatori che operano in parallelo per coprire l’intero volume.

Materiali e resistenza chimica

Che si tratti di un agitatore veloce o lento, quando il fluido è corrosivo la scelta del materiale costruttivo è determinante per la durata e l’affidabilità dell’impianto. Nuova Darimpianti produce l’intera gamma di agitatori in tre materiali termoplastici selezionati per la resistenza chimica:

  • PP (polipropilene): resistente a una vasta gamma di acidi e basi a concentrazioni moderate, con buone proprietà meccaniche fino a 80 °C. Il materiale più utilizzato per applicazioni generali.

  • PVC (cloruro di polivinile): eccellente resistenza agli acidi minerali e alle soluzioni saline, con un limite termico di circa 60 °C. Particolarmente indicato per l’industria galvanica.

  • PVDF (fluoruro di polivinilidene): la massima resistenza chimica tra i termoplastici, con tolleranza termica fino a 120 °C. Necessario per acidi concentrati ad alta temperatura, solventi e ambienti particolarmente aggressivi.

Sollecitazioni meccaniche: differenze tra veloce e lento

La scelta del materiale deve tenere conto delle sollecitazioni specifiche di ciascun tipo di agitatore. Negli agitatori veloci, la girante è sottoposta a forze centrifughe elevate e a sollecitazioni da fatica ciclica significative. La resistenza meccanica del materiale — in particolare la resistenza a fatica e la rigidità — è un fattore critico. Un cedimento della girante in un agitatore veloce è improvviso e potenzialmente pericoloso.

Negli agitatori lenti, le sollecitazioni meccaniche sulla girante sono inferiori, ma i tempi di immersione nel fluido corrosivo sono tipicamente più lunghi (bagni galvanici che operano 24/7, serbatoi di stoccaggio a lungo termine). La resistenza chimica nel tempo — la capacità del materiale di mantenere le proprietà meccaniche dopo migliaia di ore di esposizione — diventa il fattore predominante.

Il vantaggio della lavorazione CNC dal pieno

In entrambi i casi, la lavorazione CNC dal pieno (solid-block machining) adottata da Nuova Darimpianti offre un vantaggio decisivo rispetto alle giranti stampate o saldate: l’assenza di giunzioni e linee di saldatura elimina i punti deboli dove il fluido corrosivo potrebbe attaccare preferenzialmente il materiale. La girante è un pezzo unico, con proprietà meccaniche uniformi in tutto il volume. Come illustrato nella guida Come scegliere un agitatore industriale per ambienti corrosivi, questo approccio costruttivo garantisce una durata significativamente superiore rispetto ai componenti assemblati.

Domande frequenti

Quale velocità di agitazione serve per un fluido con viscosità di 100 cP?

Un fluido con viscosità di 100 cP è ancora nel campo di applicazione degli agitatori veloci. Con una girante a elica marina di diametro adeguato al serbatoio (D/T ≈ 0,3) e una velocità di 500-900 rpm, si ottiene un regime turbolento con miscelazione efficiente. Per la gamma Nuova Darimpianti, la serie EV con azionamento diretto è la soluzione più indicata. Se il processo richiede una velocità inferiore a 300 rpm, la serie KVL con motoriduttore permette di ottimizzare il punto di lavoro.

Posso usare un agitatore veloce per un bagno di cromatura?

No, è fortemente sconsigliato. I bagni di cromatura operano a viscosità basse (2-5 cP), ma richiedono un agitatore lento per ragioni di processo: la turbolenza generata da un agitatore veloce disturba lo strato di diffusione sulla superficie dei pezzi, causando depositi irregolari, bruciature e scarsa aderenza del rivestimento. Inoltre, l’agitazione turbolenta incorpora aria nel bagno, compromettendo ulteriormente la qualità del deposito. Per i bagni di cromatura e, più in generale, per tutti i processi galvanici, la scelta corretta è un agitatore lento della serie EVR o EVRK con girante a pale inclinate, che garantisce la circolazione uniforme del bagno senza turbolenza.

Come calcolo il numero di Reynolds per un agitatore?

Il numero di Reynolds per un agitatore si calcola con la formula Re = ρ × N × D² / μ, dove ρ è la densità del fluido in kg/m³, N è la velocità di rotazione in giri al secondo (rps, non rpm — dividere gli rpm per 60), D è il diametro della girante in metri e μ è la viscosità dinamica in Pa·s (dividere i cP per 1.000). Esempio: per acqua (ρ = 1.000 kg/m³, μ = 0,001 Pa·s) con una girante da 200 mm (D = 0,2 m) a 600 rpm (N = 10 rps): Re = 1.000 × 10 × 0,04 / 0,001 = 400.000. Il valore è molto superiore a 10.000, confermando il regime turbolento e la scelta di un agitatore veloce.

Qual è la differenza tra girante a elica e girante a pale inclinate?

La girante a elica marina (propeller) è una girante veloce a tre pale con profilo elicoidale, progettata per generare un intenso flusso assiale in regime turbolento. Opera a velocità elevate (300-1.400 rpm) con diametro piccolo rispetto al serbatoio (D/T = 0,2-0,4). La girante a pale inclinate (pitched blade) è una girante lenta con pale piatte montate a 45° rispetto al piano orizzontale, progettata per spostare grandi volumi di fluido a bassa velocità. Opera a 10-150 rpm con diametro grande (D/T = 0,5-0,7). In sintesi: l’elica genera turbolenza in fluidi a bassa viscosità, le pale inclinate generano circolazione in fluidi a media e alta viscosità.

Nuova Darimpianti produce agitatori con velocità variabile?

Sì. La serie KVL (agitatori veloci) e la serie KVRL (agitatori lenti) sono dotate di motoriduttore che consente un ampio intervallo di regolazione della velocità. Inoltre, tutte le serie possono essere abbinate a inverter (variatori di frequenza) per una regolazione continua della velocità in funzione delle esigenze del processo. La combinazione riduttore + inverter è particolarmente vantaggiosa nei processi dove la viscosità cambia durante il ciclo produttivo.

Conclusione: la viscosità guida la scelta, il processo la conferma

La scelta tra agitatori veloci e lenti non è una questione di potenza o di preferenza, ma di corrispondenza tra le caratteristiche del fluido e il regime di flusso necessario al processo. La viscosità è il parametro primario: sotto 500 cP si lavora in regime turbolento con agitatori veloci, sopra 5.000 cP si lavora in regime laminare con agitatori lenti, e nella fascia intermedia la scelta dipende dalle esigenze specifiche dell’applicazione.

Nuova Darimpianti produce entrambe le famiglie — serie EV, EVK, EVL, KVL per l’agitazione veloce e serie EVR, EVRK, EVRL, KVRL per l’agitazione lenta — interamente in materiale termoplastico (PP, PVC, PVDF) lavorato CNC dal pieno, garantendo resistenza chimica e durata meccanica anche negli ambienti più aggressivi.

Per una consulenza tecnica sulla scelta dell’agitatore più adatto al vostro processo, contattate l’ufficio tecnico Nuova Darimpianti. Possiamo analizzare la viscosità del fluido, la geometria della vasca e le esigenze di processo per dimensionare l’agitatore corretto, evitando sovradimensionamenti costosi o sottodimensionamenti rischiosi.

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